I nostri consigli

In questa pagina trovi l’ABC delle erbe tintorie, ovvero tutto ciò che deve sapere chi si avvicina per la prima volta al mondo della colorazione naturale e della cura del capello con le polveri d’erbe.Abbiamo pensato di rispondere alle domande che ci vengono poste più spesso da chi è alle prime armi e necessita di qualche informazione introduttiva su preparazione, applicazione e posa dell’henné e delle polveri d’erbe.
Prima di procedere all’applicazione, consigliamo a chiunque di consultare questa sezione unitamente a quella delle FAQ, in modo da avere una maggiore consapevolezza del modo in cui le polveri d’erbe agiscono in sinergia con i nostri capelli e con gli ingredienti che utilizziamo nella fase di preparazione.
Sicuramente chi decide di intraprendere la via delle colorazioni naturali, inizialmente può incontrare delle difficoltà prima di riuscire a trovare il giusto modus operandi in relazione ai propri capelli.
La conoscenza di queste nozioni di base ci permetterà di sfruttare al meglio i benefici delle erbe evitando così risultati insoddisfacenti o inaspettati.
Tutte queste informazioni per noi sono un vero e proprio tesoro perché sono il frutto di 40 anni di esperienza nel settore della cosmetica naturale per capelli. Abbiamo deciso di condividerle perché siamo convinti che attraverso l’informazione, la conoscenza e l’esperienza sia possibile accrescere la consapevolezza che la natura ci è amica e funziona; molto spesso siamo noi a non essere in grado di ascoltarla e di raccogliere i frutti che costantemente ci offre. Le erbe (tintorie e non) hanno un enorme potenziale, ma necessitano di esperienza e conoscenza per poter esprimere tutte le loro potenzialità.
Naturalmente ogni capello interagisce in maniera differente con le polveri, ogni risultato a seguito dell’applicazione sarà sorprendentemente unico, la natura è per definizione antiseriale! Di conseguenza NON tutti i capelli necessitano degli stessi procedimenti standard, ma nonostante ciò seguire alcuni principi di base può rivelarsi comunque prezioso per raggiungere al meglio il proprio obiettivo, minimizzando gli sforzi e i tempi. Prima di tutto infatti bisogna conoscersi e conoscere il modo in cui le polveri di piante lavorano sul nostro particolare capello.

Prima applicazione

Prima applicazione

A chi si avvicina per la prima volta al mondo delle erbe tintorie è fondamentale che sappia quanto la prima applicazione sia allo stesso tempo PREZIOSA e INDICATIVA.
E’ preziosa perché ci fornisce delle informazioni importanti sui nostri capelli: in particolare se recepiscono più o meno bene il colore. Questa indicazione è fondamentale per calibrare il giusto tempo di posa.
E’ indicativa perché il capello essendo vergine ai principi tintori naturali si prepara a recepire il colore. Le polveri riflessanti inoltre lavorano su strati, semplicemente appoggiandosi di volta in volta sul capello e creando uno strato protettivo e rinforzante. Quindi con l’aumentare delle applicazioni il colore assumerà toni più pieni (un po’ come dipingere un mobile di legno grezzo, si danno più mani per arrivare a vedere il colore pieno, vivo e intenso).
Dato che ogni capello reagisce un po’ in maniera diversa alle polveri, bisogna mettere in conto almeno 2-3 applicazioni consecutive nel tempo per poter essere in grado di conoscere bene la risposta dei propri capelli ai principi tintori naturali offerti dalle polveri d’erbe (alcune “fortunate” avendo un capello poroso e recettivo trovano la felicità alla prima passata).
Altro fattore fondamentale per ottenere un risultato intenso ed armonico con il proprio colore di base è la scelta della giusta polvere o della giusta miscela.
Sicuramente non ci si deve aspettare un effetto di copertura omogenea su tutta la capigliatura (l’effetto tinta piatta): le polveri lavorano per basi di appoggio, stratificano per dare colore. Dunque ciò che si otterrà sarà una nuance piena sui capelli bianchi ed un riflesso sul proprio colore di partenza. Una sorta di mèches di colore naturali, in armonia con il proprio colore di base.

La preparazione

La giusta consistenza della pastella

La preparazione della pastella è una fase essenziale per la riuscita dell’applicazione. Se risulta essere troppo densa può pregiudicare l’azione dell’hennè e delle polveri d’erbe: si rischia di ottenere una mancata copertura/riflessatura o anche un risultato non uniforme. La giusta consistenza è quella di un semolino non troppo pastoso e senza grumi che sia facilmente stendibile sui capelli. In caso di dubbi è sempre meglio una composto lievemente liquido (ma non troppo!) rispetto a uno denso.

La temperatura dell'acqua

La temperatura dell’acqua è un elemento importante nella preparazione della pastella. L’acqua nel nostro composto è il “solvente” che libera i principi attivi delle piante tintorie e permette la formazione del pigmento (ciò che darà poi colore ai vostri capelli). Avete mai provato a fare il tè con acqua fredda? La risposta è la stessa valida per le erbe tintorie. Alla lunga con acqua fredda sicuramente si potrà anche ottenere una pastella valida, ma con l’acqua bollente si accelerano i tempi e si ottiene il massimo dalla pianta! Ci sono varie teorie a riguardo, ma dai nostri studi e test la temperatura ideale per un ambiente utile al pieno processo di liberazione dei pigmenti si aggira intorno ai 50-70 gradi.

Gli ingredienti da aggiungere alla pastella

I classici e più funzionali sono: yogurt, aceto e limone che come vettori acidi sono davvero molto utili alla complessazione dei pigmenti vegetali con il capello, aumentando la resa del prodotto e il fissaggio del colore. Inoltre lo yogurt darà morbidezza, l’aceto lavorerà bene su cute/capello grasso, il limone accentuerà i risultati chiari. A voi la scelta tra una di queste 3 soluzioni!
Se invece vogliamo ottenere toni scuri o freddi, quindi utilizzando l’Henné Nero o miscele che lo contengano in formula, allora la pastella in preparazione non va acidificata (quindi no aceto, né yogurt, né limone). In questo caso si può aggiungere invece dell’acqua di tè (tè nero soprattutto), oppure si può mettere un cucchiaino di sale da cucina (o di bicarbonato) soluto nell’acqua di preparazione. Il tè ha proprietà tanniche/astringenti, chiude le squame del capello e lo rende lucido, oltre a dare un velo di tono più scuro, il sale invece serve per alcalinizzare il composto. Infatti l’indigofera a differenza delle altre polveri, crea pigmento scuro (principalmente sul blu intenso/violaceo) in terreno basico, quindi opposto all’acidità di aceto, yogurt e limone.
C’è chi mette anche del miele o l’uovo crudo nel composto per dare sostanza, ma forse sarebbe meglio evitare (per viscosità e odore) e puntare al limite su un buon balsamo sostantivante come fine trattamento.

Applicazione e riscacquo

Come si applicano le polveri

L’applicazione consiste in 4 semplici passaggi. Vai al procedimento…

Come risciacquare al meglio Henné e polveri d'erbe

Per risciacquare al meglio l’hennè o la miscela, dopo aver applicato un leggero shampoo, si consiglia l’utilizzo del balsamo, pettinando poi i capelli con un pettine a denti stretti.

Come conservare la pastella avanzata

La pastella avanzata può essere tranquillamente conservata nel congelatore ed essere utilizzata per un’applicazione successiva, senza perdita alcuna delle sue proprietà e funzionalità. Si mantiene anche nel frigorifero 3-4 giorni, per eventuali ritocchi al colore dopo l’applicazione. L’importante è valutare sempre un’eventuale presenza di muffe, nel caso di una cattiva conservazione del prodotto aperto!

Il risciacquo: shampoo, shampoo e balsamo o solo acqua?

In linea di massima il consiglio è quello di risciacquare accuratamente dopo la posa solo con acqua corrente ma, nel caso rimanesse qualche granello ancora, sarebbe preferibile effettuare uno shampoo nutriente, se possibile con la presenza di oli. Gli oli infatti oltre a nutrire il capello consentono la chiusura delle sue squame e quindi il relativo fissaggio del colore. Non sarà di certo il tensioattivo di uno shampoo a pH 5.4 – 5.8 a portare via il colore appena fatto, soprattutto se parliamo di uno shampoo con tensioattivi biocertificati! La procedura descritta 2 punti sopra rimane comunque una via molto valida: sola acqua con passata di pettine e balsamo.
Generalmente noi consigliamo una leggera detersione per essere sicuri di aver rimosso bene ogni residuo di polvere.
E’ sempre valido il principio secondo cui non vanno fatti 2 shampoo ravvicinati sul capello, per non rovinarlo, ma in questo caso lo shampoo del pre-trattamento agirà sullo sporco eventualmente presente, liberando cariche per la presa delle erbe tintorie; lo shampoo post agirà sulle polveri che sono in risciacquo. Il problema del “doppio shampoo per sentirsi più pulite” non ha senso quando è fatto ripetutamente su capello appena deterso. Quindi non in questo specifico caso. Rimane sempre un buon consiglio quello di utilizzare prodotti biocertificati e delicati, anche in queste procedure di colorazione naturale.

Posa e durata

Ogni quanto ripetere l'applicazione dell'Henné

Si consiglia di aspettare almeno 2/3 giorni. La riflessatura richiede, infatti, almeno un paio di giorni per manifestarsi a pieno nell’intensità del riflesso, a seguito dell’ossidazione completa dei pigmenti vegetali sul capello, anche dopo il trattamento. Infatti, pur se senza rendersene conto, il colore nel giro di questo lasso di tempo continua a virare e prendere corpo. Proprio per questo la nuance definita si vede al 100% nel giro di 48/72 ore.
Chi si avvicina per la prima volta alle erbe tintorie deve tener conto del fatto che le prime applicazioni sono spesso INDICATIVE, nel senso che le polveri lavorano per appoggio e possono richiedere un po’ di pazienza per offrire coperture piene (a seconda del capello). Bisogna capire quanto tenere la pastella su testa, le proprie recettività ai toni caldi/freddi, il giusto modo di prepararlo e applicarlo a seconda delle proprie esigenze. I primi tempi sarebbe dunque preferibile ripetere il trattamento ogni 10 giorni circa. Con il passare del tempo sarà possibile allungare il periodo tra un’applicazione e l’altra (ogni 3/4 settimane) a seconda della frequenza dei lavaggi e di quanto il proprio capello trattenga il pigmento vegetale. E’ un percorso verde che si intraprende per la propria salute e bellezza, dà i suoi risultati con il tempo della natura a seconda del capello specifico che incontra; a volte ci si mette un pochino di più, a volte ci si riesce fin da subito. Il risultato immediato in tutti i casi è la salute del capello, una lucentezza e un corpo del fusto mai visti prima!

Con i lavaggi l'Henné va via?

Anche su questo argomento (come su molti altri in questo settore del 100% naturale) ci sono tantissime opinioni diverse, anche opposte.. ma è ovvio che sia così: è naturale, a qualcuno funziona così, ad altre tomì, dipende anche da come sei fatt* tu! Spieghiamoci un po’ meglio: di per sé le erbe tintorie non danno pigmenti permanenti, ma pigmenti che si appoggiano alla cheratina del capello, legando con essa, per poi scaricare in un tempo medio di 3-4 settimane (su capello medio, hennato da tempo). Alcuni pigmenti sono più forti e persistenti, altri più deboli e meno solidi nel legame (mediamente). Di sicuro la lawsonia (henné, tono ramato) è la pianta più forte e coprente di tutte, e anche la più persistente. Altre piante tingono molto, ma scaricano prima, altre ancora tingono di meno ma rimangono di più.. poi c’è da valutare la recettività specifica di ogni capello: alcuni prendono tantissimo i toni caldi (quindi le miscele con lawsonia), altri iper-recepiscono i toni freddi (quindi miscele con indigofera).. ci sono poi le chiome che portano tutto sul biondo, nelle sue molteplici sfumature. Questa presa selettiva del tono su alcune chiome può (rarissimamente) anche essere diversa a seconda delle zone della testa stessa.. insomma, accade di tutto e dipende dal capello che riceve il tono. Quindi forse un po’ tutte le risposte che si possano trovare sono in parte giuste, almeno per questa domanda, ma cerchiamo allora di restringere il campo su un capello medio. In oltre il 90% dei casi ci sono capelli che recepiscono molto i pigmenti più coprenti come l’henné o l’indigofera o il rabarbaro, ecc, e hanno una tenuta su capello di circa 3-4 settimane, per poi scaricare pian piano il colore.
A questo punto, ultima variabile in gioco è il tempo che si praticano i trattamenti riflessanti: se sono anni che ogni 3 settimane si fanno le stesse erbe tintorie, la base sedimentata di pigmento è sempre più fitta, le coperture sono sempre maggiori (mediamente) e facili da ottenere. Allora anche la guaina vegetale che protegge il capello e lo riflessa è molto più solida, il capello è anche “abituato” e recettivo alle erbe tintorie. In questo caso ci vuole un pochino di più per far smontare completamente il pigmento delle piante tintorie, ma con lavaggi frequenti (secondo nostra esperienza) ci si arriva mediamente lo stesso nel tempo di 1-2 mesi. Tutto (è sempre d’obbligo ripeterlo) a seconda dello specifico capello e della sua struttura.
Siamo come fiocchi di neve, ognuno è unico a modo proprio 🙂 Viva l’antiserialità!

Il giusto tempo di posa

Sui nostri libretti informativi il tempo massimo (che varia da prodotto a prodotto) non è mai superiore ai 90 minuti. Quando abbiamo tirato giù i testi abbiamo avuto davvero molte perplessità su come affrontare quest’argomento delle tempistiche. Questo perché riteniamo che sia necessario un giusto compromesso tra azione tintoria e ritmi di vita quotidiana. Inoltre, crediamo sia molto più efficace essere costanti nell’utilizzo delle erbe piuttosto che dilatare il più possibile il tempo di posa. Inoltre la nostra paura è che neofite della colorazione naturale si lanciassero già dalla prima applicazione della loro vita in tempi di posa infiniti (dalle 6 ore a tutta la notte in posa). Questo può comportare rischi e non ce la siamo sentita di forzare la mano assolutamente! I rischi sono quelli di una ragazza che a sua insaputa ha la cute sensibile a determinate piante (rischio molto raro, ma ci può essere) e si ritrova con prurito o con la cute arrossata. Altro rischio è quello di trovarsi di fronte ad una chioma particolarmente recettiva al colore, con capello quindi iper-poroso, che dopo aver tenuto ore ed ore in testa l’impacco si ritrovi con un tono troppo forte (soprattutto in casi di capello corto, dove anche la cute si tinge con il pigmento e porta ad un sovra-tono). Abbiamo preferito accettare noi il “rischio” che, nel caso particolare della copertura dei capelli bianchi, possa capitare un risultato dopo la prima applicazione insufficiente, cioè che non porti a una buona copertura e la cliente pensi che i nostri prodotti “non funzionano“. Quindi il consiglio dato in questi casi è che con le applicazioni successive si riesce a raggiungere una copertura completa, anche aumentando un po’ per volta i tempi, fino ad un massimo di 3-4 ore. Infatti la complessazione pigmento-capello non va oltre questo tempo e di lì in poi diventa più dannoso per la cervicale che utile per il colore, oltre alla paura di sensibilizzazioni della cute a lungo andare nel tempo.
Molti fattori determinano il giusto tempo di posa: il primo è la pazienza. Di certo allungando i tempi oltre i 90 minuti si avrà una maggiore resa in termini di colorazione e riflessatura. Ciò non toglie che riducendo i tempi non si possano già raggiungere i buoni risultati desiderati. Un altro elemento che determina il tempo di posa è la risposta del proprio capello: alcune chiome sono più difficili da “colorare” e necessitano di tempi maggiori, altre, essendo più recettive necessitano di tempi di posa ridotti. Conosci te stessa è il primo passo per una via consapevole e produttiva, pazienza ed esperienza ti renderanno capace di giocare con i riflessi, migliorare la preparazione e l’applicazione, valutare l’aggiunta delle giuste erbe tintorie di rinforzo, una gestione dei tempi di posa ideali!